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100 Anni Chiesa di Torreglia

Come la gran parte dei centri abitati esistenti sui Colli Euganei, anche Torreglia originariamente era nata e si era per lo più sviluppata in collina, ove aveva il proprio centro del culto religioso, la Chiesa di San Sabino, edifìcio di notevole pregio artistico e storico, tuttora utilizzato per le celebrazioni religiose.

Già dalla fine dell’800, ed anche prima, Torreglia -come altri centri collinari- iniziava a svilupparsi al piano; la popolazione andava, in numero sempre più crescente, abbandonando la collina per stabilirsi nel nuovo centro in formazione in zona pedecollinare, e dal quale diventava più comodo ed agevole il collegamento con gli altri centri vicini e con la città; è del 1911 la messa in funzione del tram elettrico su rotaie, accolto a Torreglia al suo primo giungere la mattina del 25 maggio 1911. il quale univa la nostra piazza Capitello a Padova, con capolinea in Piazza Duomo ( come molti tra i lettori meno giovani certamente ricorderanno, il servizio del tram fu soppresso dopo 40 anni e quattro mesi di prezioso servizio nel 1952 -ultima corsa la sera del 30 settembre 1952- sostituito con autobus).

Torreglia si andava insediando al piano e, conseguentemente, il Parroco di allora Don Arcangelo Simonato avvertì sempre più impellente la necessità di un nuovo centro di culto in posizione comoda là dove il paese si andava sviluppando (a Torreglia al piano in contrapposizione a Torreglia Alta, che andava spopolandosi ). Don Simonato , ” non ancora passato un anno dal suo ingresso in paese, alla chiusa del quaresimale del 1908 ne lanciò l’idea con un appello infuocato, entusiasticamente accolto dall’intero paese” (da “Torreglia”, Lino Pertile, Padova, Tipografia del Seminario, pag.22 )

Don Simonato convocava una “Prima assemblea generale dei capi famiglia per la Nuova Chiesa tenuta il 1° dicembre 1912″; nel verbale della riunione redatto di pugno dal Parroco, conservato nell’archivio della Parrocchia, si legge: “Sono presenti circa trecento capifamiglia. Il Parroco Don Arcangelo Simonato esordisce ringraziando pel numeroso intervento alia importatissima adunanza, indice della viva brama di tutti di vedere sorgere la nuova chiesa di cui si sente estremo bisogno “.

Illustrate diverse proposte da parte del parroco, dopo breve discussione ad unanimità l’assemblea decideva: “La Chiesa si farà in terreno di proprietà Trevisan Sabino, in Vìa Mirabello all’imboccatura della strada

Mondonego “.. è finita tra la generale esultanza e soddisfazione la prima adunaza prò Ecclesia” (ancora

da verbale); nella riunione veniva nominata tra i capi famiglia, in rappresentanza delle singole vie, una ” Commissione prò Ecclesia”, la quale due giorni dopo, il 3 dicembre 1912, eleggeva tra i propri membri un Comitato Direttivo, con il compito di “far contratto del terreno e studiar tutti i mezzi per condurre a termine felice l’opera nel più breve spazio di tempo. “

Veniva altresì costituito un “Comitato di Patronesse dell’opera”, composto da Signore, mogli dei Villeggianti e dei Possidenti con villa in Torreglia, col preciso compito di raccogliere fondi.

Si procedeva all’acquisto in preliminare del terreno Trevisan. circa un campo, per il prezzo di £ 5.500=, con consegna contestuale di una caparra di £ 2.000= e concordando il saldo entro il 1913 e si passava, quindi, all’avvio dei lavori secondo il progetto redatto dall’Ing. Benetazzo, iniziando con gli scavi delle fondamenta.

Il 18 maggio 1913 veniva benedetta dal Vescovo Mons. Luigi Pellizzo la pietra angolare. Si legge ancora

nella cronaca parrocchiale di quel giorno: “II paese festante accolse per la prima volta ufficialmente Mons. Vescovo con archi trionfali, scritte inneggianti, spari di mortaretti, banda e suono di campane. Dopo brevi funzioni nella vecchia chiesa si partì processionalmente per Mondonego alla nuova chiesa. Fu compiuta la cerimonia rituale con discorso bellissimo di Mons. Vescovo ed inclusione della pergamena così concepita: Sotto il Pontificato di Pio X gloria e vanto di questa Veneta regione, regnando S.M. Vittorio Emmanuele III° di Savoia, essendo Vescovo di Padova S. Ecc. Ill.ma e R.ma Mons. Luigi Doti. Pellizzo, Parroco di Torreglia D.A. Simonato, Sindaco il Sig. Arturo Gastaldello, nella fausta ricorrenza del 16° centenario dall’editto di Costantino il Grande, Torreglia volonterosa e concorde si accingeva all’erezione di questa chiesa, rispondente ai suoi impellenti bisogni”.

In data 30 giugno 1913 veniva formalizzato l’acquistato del terreno. I lavori furono interrotti parecchie volte a causa dei disagi derivanti dalla guerra, che allora dilaniava l’Europa; la chiamata alle armi degli uomini sottraeva al paese braccia robuste.

Non sono mancati anche altri inconvenienti; si dovette provvedere alla ricostruzione dei finestroni e del muro sopra le cappelle della parete occidentale abbattuti da un vento impetuoso nella notte tra il 2 ed il 3 gennaio 1915.

Per la copertura fu acquistato un taglio completo di abeti dai Padri Camaldolesi del Monte Rua; mancando gli uomini “donne e ragazze, con virile arditezza e sacrifìcio degno di perpetua ammirazione, a spalle trasportarono il legname in luogo da cui i carri potessero condurlo alla chiesa nuova ” da Torreglia – L. Pertile ).

Una volta sistemato il coperto ( e siamo già a primavera inoltrata del 1920), si dovette provvedere al riempimento all’interno della chiesa; leggiamo ancora nel prezioso libretto del Pertile ” Com’era commovente il vedere a gara uomini, donne, fanciulli con buoi, cavalli, somarelli, carriole, con tutti i mezzi possibili trasportare la terra, perfino arata dai campi, per elevare il pavimento della chiesa al livello della strada in modo che tutto fosse approntato per il 1° agosto, giorno stabilito per la inaugurazione “.

Ed il 1° agosto 1920 la nuova chiesa \eni\a benedetta dal Vescovo Mons. Pellizzo; nella stessa data Don Arcangelo Simonato veniva creato arciprete personale e celebrava la sua messa giubilare per il 25° di sacerdozio. La Nuova chiesa rimase aperta al pubblico solo per poco più di quattro anni; purtroppo e con costernazione e dolore da parte di tutti, la si dovette chiudere al culto, in data 21 novembre 1924, per le disastrose condizioni statiche derivanti da cedimenti del terreno che avevano provocato evidenti screpolature alle pareti, con conseguente pericolo di crollo.

Solo il 19 ottobre 1930 si potè finalmente riaprirla definitivamente al culto, dopo aver provveduto al completamento dei lavori di messa in sicurezza e cioè alla demolizione dei pilastri e di parte dei muri laterali, ed al loro rifacimento dalle fondamenta senza toccare le cappelle ed il tetto, che venne sostenuto da muri trasversali provvisori costruiti all’interno, secondo il progetto presentato dal capomastro di Torreglia Francesco Piazza, approvato dall’lng. Garbin; fu un lavoro delicato e difficile che, tecnicamente ritenuto sicuro, ha restituito alla comunità la chiesa perfettamente risanata ed agibile.

Questa seconda “inaugurazione” ovviamente avvenne con la più ampia partecipazione festosa della comunità

tutta; si legge nella cronaca della giornata, scritta di pugno dall’Arciprete Don Simonato : ” E’ sorto col sorriso del deh il giorno tanto auspicato e sospirato. lì popolo è tutto esultante della gioia più schietta. Circa le ore 9 parte dalla chiesa vecchia la solennissima processione accompagnata dalla benemerita Banda, scortata da due carabinieri, onorata dalla bandiera nazionale e dalla bandiera Papale, che vengono esposte per tutto il giorno nella facciata della chiesa” . La solenne benedizione venne impartita da Mons. Luigi Guato Abate Mitrato di Monselice, delegato da Mons. Vescovo. La Nuova Chiesa, resa sicura ed agibile e riaperta al culto, non poteva però dirsi terminata; rimanevano, infatti, ancora da completare le molte opere mancanti, cui fu possibile provvedere nel tempo a mano a mano che dalla generosità dei parrocchiani arrivavano i necessari mezzi economici, pur con le difficoltà derivanti dalla seconda guerra mondiale, nel frattempo infaustamente scoppiata.

Don Arcangelo Simonato. l’artefice della Nuova Chiesa, non potè purtroppo vedere la sua opera completata; dopo breve malattia, infatti, decedeva nella notte del Venerdì Santo, il 07 aprile 1939, lasciando nella più profonda tristezza tutta la comunità parrocchiale, della quale era stato amato e stimato pastore per ben 32 anni. L’esecuzione delle ultime opere di completamento venne curata dal Parroco successore, Don Luigi Bressanin, che era stato cappellano del defunto arciprete.

Si provvide alla costruzione del soffitto del presbiterio e della navata ed all’acquistato dell’organo; furono altresì costruiti in marmo l’aitare maggiore e quelli delle cappelle laterali.

Si provvide ancora agli affreschi, sull’abside e sulle pareti del presbiterio e delle cappelle laterali, opere dei pittori Fratelli Galliano ed Armando Migliolaro di Montegrotto, portate a compimento negli anni successivi alla consacrazione della chiesa. In questa ultima fase dei lavori accadde, purtroppo, un gravissimo infortunio, che ancor oggi rattrista richiamare, e che le persone meno giovani forse ricorderanno, nel quale persero la vita quattro operai: Ettore Minozzi e Abramo Melato di Casalserugo, Gino Bellavere e Bruno Cecchinato di Lion di Albignasego. Il tristissimo mortale infortunio si verificò il 26 maggio 1942 proprio durante l’esecuzione dei lavori per il soffitto della navata; “gli operai stavano sistemando l’armatura per il soffitto della navata, pochi minuti dopo la loro ascesa, mentre stavano prendendo alcune misure, il trave di testa che sosteneva le tavole si spezzò ed i quattro operai precipitavano al suolo da una altezza di m. 10,70″ ( ancora dalla cronaca parrocchiale ). La Nuova Chiesa, intitolata al Sacro Cuore di Gesù, ideata e realizzata dall’arciprete Don Arcangelo Simonato, completata -passando, purtroppo, attraverso una dolorosa vicenda-dal suo successore Don Luigi Bressanin, potuta costruire grazie “allo sforzo tenace del buon popolo torregliano” ( così ancora scrive il Pertile), veniva solennemente consacrata in data 01 settembre 1945 dal Vescovo Mons. Carlo Agostini e così ufficialmente destinata al culto, affidata alla comunità parrocchiale di Torreglia.

Testo delt’Avv. Bruno Ceretta – Notizie tratte dall’Archivio Parrocchiale