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El processo al mas’cio

03 MARZO 2012 – EL PROCESSO AL MAS’CIO

Libero adattamento da “EL MAS’CIO: PROCESSO, MORTE E RESURESSION” di Danilo Dal maso e Dionisio da Montecio e da “TILL AUGENSPIEGEL” di Karl Valentin. Il “TESTAMENTUM PORCELLI” è di Anonimo (IV secolo d. C.).

Nella tradizione contadina, e in quella veneta in particolare, l’uccisione del maiale rappresentava un avvenimento che, nell’interesse generale, creava un’atmosfera di attesa, prima, e di festa, poi, dalle caratteristiche di un vero e proprio rito.
La famiglia che uccideva il suino amava far partecipi i vicini facendo assaggiare le “primizie della corte” nel quadro di un’affettuosa solidarietà popolare.
Ma cosa poteva accadere se un capo famiglia organizzava una cena di festeggiamento dimenticandosi di invitare il parroco?
Dal mancato invito e da un’indigestione generale scattano le conseguenze: un improbabile processo con un insolito dibattimento che si sviluppa alla presenza del popolarissimo imputato.
Nel secondo atto, concepito come un flash-back, il capo famiglia taccagno vorrebbe nascondere ai vicini l’uccisione del suino, ma…

 

Personaggi ed interpreti:
Bepi: Francesco Sette
Mario: Moreno Pistore
Bortolo Pertegato: Gianni Francescato
Catina Segato: Lisi Marchetto
Menega Pertegato: Valentina Marini
Paroco: Paolo Canella
Giudice: Francesco Sette
Gato: Sabrina Lazzari
Mas’cio: El Mondonego
Altri personaggi: Elisabetta Gamba, Valentina Marini, Lisi Marchetto e Francesco Sette

adattamento scenico e regia di Roberto Caruso

Scenografie: Angelo Marcolin
Maschere: Elisabetta Beniatto
Audio, mixer e luci: Federico Orietti, Maurizio Alessio, Luigi Carpanese, Boaretto Giovanni Paolo

Puoi vedere qualche scena a questo indirizzo:
http://www.youtube.com/watch?v=PVZBg3xoIDo

DATE PROSSIMI SPETTACOLI:
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SIAMO STATI:

- Teatro La Perla, Torreglia (Pd), 9 dicembre 2006
– Teatro La Perla, Torreglia (Pd), 17 febbraio 2007
– Agugliaro (Vi), 1 luglio 2007
– Arena di Montemerlo di Cervarese S. Croce (Pd), 18 agosto 2007
– Polesella (Ro), 22 settembre 2007
– Galzignano Terme (Pd), 9 marzo 2008
– Ospedaletto Euganeo (Pd), 17 gennaio 2009
– Brugine (Pd), 22 febbraio 2009
– Cartura (Pd), 28 febbraio 2009
– Martellago (Ve), 6 Novembre 2010
– Bassanello di Padova (Pd), 20 Novembre 2010
– Vo’ (Pd). 18 Dicembre 2010 (solo 2^ parte)
– Bresseo di Teolo (Pd), 15 Gennaio 2011
– San Martino di Lupari (Pd), 29 gennaio 2011
– Legnaro (Pd), 5 febbraio 2011

- 25 Febbraio 2012 ore 21.00 Rassegna “Voglia di teatro” – Salone teatro del Centro Parrocchiale, Bresega di Ponso (PD)
– 3 Marzo 2012 ore 21.00  16^ Rassegna “Sileateatro” – oratorio S. M. Arcangelo, Silea (TV)

 

Vocabolarietto dei termini Veneti: 

ARNE, PAI: anitre e tacchini.
BAO MORO: letteralmente: insetto nero. Significa bestia nera, spauracchio.
BARCHESSA: Ricovero per attrezzi povero e fatiscente.
BROA’: scottato.
CALIERA: Pentola di rame per fare la polenta, il formaggio e per scaldare l’acqua che serviva per togliere le setole al maiale ucciso.
CANARI: letteralmente: ripari di canne. Indicava comunque il luogo all’aperto dove ci si recava per soddisfare i propri bisogni fisiologici.
CARETEO DE VIN: piccola botte in legno per il vino.
CIOATI: brufoli.
COEGHIN: cotechino.
DI’ DE EA SENSA: giorno dell’Ascensione, nel quale secondo tradizione si mangiava la lingua.
EL POJANA: era l’almanacco usato dal contadino. Dava le previsioni del tempo e le indicazioni, fra le altre cose, dei tempi delle semine.
ERBA SENA: erba usata nella medicina popolare.
FORA PAR LE FREGOLE: un modo di dire per indicare chi cerca di svicolare dai propri impegni.
GRIMA: magra, acida, rinsecchita.
GROPON DE L’OCIO: la parte esterna intorno all’occhio dell’animale.
MASSOLIN: era l’esperto nell’uccisione del maiale e nella successiva preparazione della carne per la confezione dei salumi
MASTELARO: era l’allevatore e venditore di suinotti. Di solito il contadino si rivolgeva a lui per acquistare il maialetto che poi avrebbe allevato per alcuni mesi.
MOREJE, SORZI: topolini della case.
NOSELARO: la pianta di nocciole solitamente coltivata nei pressi della barchessa. D’estate costituiva un riparo dal sole.
OCIA’: occhiata bieca e severa.
ORARO: la pianta aromatica dell’alloro.
OSEI: gli uccelli.
PERSEGHI: le pesche.
PIPARE: cuocere a fuoco lentissimo
ROJA: era la scrofa che aveva partorito i suinetti
RUMARE NEL LUAMARO: Il maiale ha l’abitudine di cercare insetti e radici grufolando col muso. Di solito veniva liberato per qualche ora al giorno perché potesse”rumare” nel letamaio.
SANGUETA, FIGA’, SOSSOLI, TRIPARO, SPARAGAGNA, MARELE: sono i nomi di alcuni ghiotti piatti ottenuti dall’uccisone del maiale.
SATE: zampe dell’animale
SC-IANTA: un po’
SCROE: scrofe
SGARBA’ LA BOCA: assaggiare un piccola porzione di cibo per pregustarlo.
SGIOSSA’: sgocciolato
SPONTAURE DE BOJO: Gli avanzi della cucina venivano riscaldati con un po’ d’acqua e poi somministrati al maiale.
STORNITA’: stordimento
TACONARE SCALSAROTTI: riparare i calzini.