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MARIAM (serata 2 film)

Venerdi 10 novembre ore 21.20
MARIAM
Euro 4,00 Per i due film della serata

MARIAM, di Faiza Ambah, – 2015, film, 45’(Islamismo)
Scheda film
«Io non ci credo e non lo porto – ma se pensi che Dio lo voglia, allora indossarlo è tuo diritto».
Faiza Ambah, regista di Mariam e figura di spicco del movimento di emancipazione femminile nel mondo arabo, ha attraversato generi e frontiere per portare sullo schermo la ribellione di una ragazzina che non vuole rinunciare a portare il velo a scuola come le impone la legge francese.
Il primo riferimento è a quel ‘cinema della diaspora’, tipicamente transnazionale, che si confronta con storie di migrazioni, identità, emarginazione, conflitti intergenerazionali, integrazione e fedeltà alla cultura di origine. Proprio come Mariam, coproduzione franco-araba da leggere anche in relazione al recente successo dei teen movies; il denso intreccio di pubblico e privato, politica e sfera domestica, infatti, prende le forme agili care al pubblico difficile degli adolescenti.
In scena è la giovanissima, promettente Oulaya Amamra a vestire i panni di Mariam, nata in Francia da genitori arabi. Durante un pellegrinaggio alla Mecca con la nonna, nel periodo delle vacanze estive, ha deciso di indossare l’hijab. Alla riapertura della scuola, però, Mariam e altre ragazze musulmane si scontrano con il nuovo divieto di indossare simboli religiosi nei luoghi pubblici, applicato senza compromessi dal dirigente scolastico che vieta al gruppo di frequentare le lezioni. Mariam si scontra anche col padre, che nella scelta della figlia vede l’ombra della radicalizzazione e la richiama al rispetto della legge. Più sensibili si rivelano l’insegnante di Mariam e la compagna Sophie, che, con la lealtà delle amiche più care, la accompagna – cercando di capirla – nella sua battaglia. A rendere tutto più complicato c’è Karim, uno studente bello e popolare che si interessa a Mariam e difende la scelta
delle “resistenti”.
Nella società occidentale nel XXI secolo, considerare il velo come simbolo di libertà e indipendenza sembra, a dir poco, paradossale. Il film di Faiza Ambah, però, ci pone di fronte alla questione con intelligenza che sconfessa le banalizzazioni e le tempeste mediatiche.
In un Occidente che cerca goffamente posizioni coerenti per “liberare” le donne musulmane, Mariam ci porta al cuore della vita multiculturale, allegra, colorata, tutt’altro che monocorde delle adolescenti di seconda generazione, accennando con delicatezza anche a quella forma di amore che i credenti di ogni religione chiamano fede. Ma per la regista il tema non è (solo) l’hijab. La rivendicazione del film è tanto semplice quanto difficile da raggiungere: «il diritto di essere se stessi, qualunque siano le conseguenze.»